Il Miele del Contadino
Il Miele del Contadino
Qualità e tradizione al passo coi tempi
La raccolta
La raccolta
100% natura
Le arnie
Le arnie
Le case delle api sono rese carine e colorate per integrarsi al meglio nel paesaggio.
 

Il miele

La definizione canonica di miele è la seguente: “per miele si intende la sostanza dolce naturale che le api (apis mellifera) producono dal nettare delle piante, dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o da sostanza secrete da insetti succhiatori che si trovano su parti vive di piante. Le api bottinano, trasformano e combinano queste sostanze con altre sostanze specifiche proprie; le depositano, le disidratano, le immagazzinano e le lasciano maturare nei favi dell’alveare”. Per quanto questa definizione possa apparire fredda e tecnica essa contiene tutti gli elementi di valore di questo prodotto. Il miele è un alimento unico. È un concentrato di zuccheri- con un 80% tra fruttosio e glucosio- ed altre sostanze vegetali che le api preparano per noi. Ogni sua caratteristica non è un processo preparato dall’uomo , cosa che accade per molti prodotti alimentari, ma da combinazioni di diverse varietà di nettari che popolano l’ambiente e dall’attività delle api. www.osservatoriomiele.org

Cosi è definito il miele oggi; ma già dall’antichità gli uomini conoscevano i benefici che questo meraviglioso nettare aveva. Omero nelle sue opere utilizza il miele per curare i suoi eroi.

Molti nella storia ci hanno tramandato veri e propri canti, poesie , trattati sul miele.

Nel cantico dei cantici, la dolcezza provata insieme è più dolce di quella individuale e la labbra di due sposi sono la sorgente che stilla dolcezza paragonabile al miele, come anche la lingua della sposa: “le tue labbra stillano miele vergine, o sposa, c’è miele e latte sotto la tua lingua e il profumo delle tue vesti è come il profumo del libano”.[...]

Autori più contemporanei paragonano il miele come un liquido informe e diffuso come emanazione radiante del sole:

(Borghese, poesie, Milano 1952:126) “presto arriva ottobre e spande miele in mezzo alle campagne” (Malaparte, kaputt, Napoli 1944:641) “il miele del sole colava giù per le facciate delle case”

(Quasimodo, ed è subito sera, Milano, 1944:51) “ qui lontani da tutti il sole batte/sui tuoi capelli e riaccende miele”

Tutte queste sono definizioni un po’ tecniche un po’ storiche del valore del miele ma, per noi apicoltori, il miele non rappresenta solo una fonte di guadagno; è anche il finale di una stagione ricca di avvenimenti, positivi e negativi che siano, della nostra avventura con le api. La passione ci spinge a continuare questo antico mestiere e, come allora, si continua a produrre ottimo miele, rincorrendo fioriture per tutto il bel paese senza stancarci mai, di notte e di giorno, alla ricerca di postazioni isolate e fuori dal comune per ottenere un nettare puro e di grande qualità. La fatica è tanta, ma la soddisfazione di chi assaggia un cucchiaio di buon miele e con grande stupore ne chiede dell’altro appaga tutte le nostre fatiche.

 

 APICOLTORE

Soggetto eccentrico e solitario, porta con sé conoscenze antiche. Lo si incontra solo lontano dalle città. D’inverno è stanziale, con l’arrivo della bella stagione muta i comportamenti divenendo nomade. Di notte è spesso in viaggio, non per vacanza; è sempre alla ricerca di fiori e mai di fiorai. Ama essere circondato da migliaia di femmine. Con le api ha stretto un patto di reciproco rispetto e loro ricambiano le attenzione con il miele. Essere apicoltori è un grande privilegio.
Andrea Paternoster